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13 Maggio 2020

SADHANA

SADHANA

Sadhana significa “pratica spirituale quotidiana”. Può essere una qualsiasi pratica personale, e fa riferimento a tutte le tradizioni e forme di yoga. La Sadhana è quindi ciò che facciamo ogni giorno per connetterci alla nostra anima e comunicare con l’Infinito che abita in noi e ovunque intorno a noi, per pulire il nostro subconscio e lasciarci trasformare in profondità.

Quando pratichiamo a casa e ci prendiamo ogni giorno spazio e tempo da dedicare alla nostra crescita personale, alla connessione con noi stessi, qualcosa grande dentro di noi comincia a nascere (possiamo chiamarlo Infinito, Universo, Dio).

E la parte più importante non è la pratica in se, ma i frutti che coltiva questa pratica. Il frutto più prezioso è trovare la costante felicità e gioia che spesso stiamo cercando nelle cose esteriori; ma la gemma, il diamante, il tesoro sono dentro di noi.

Per qualche ragione, noi abbiamo sempre ogni sorta di scuse per allontanare la nostra Sadhana: ho troppo da fare, sono stanca, non ho un luogo tranquillo dove poterla fare, non ho tempo, la famiglia e mille impegni non mi permettono…

Nonostante questo sappiamo benissimo quanto tempo prezioso sprechiamo durante la giornata!

Quante volte permettiamo alla nostra mente di governarci, di intrappolarci nei suoi schemi limitanti?

Quante volte pensiamo di non poter fare qualcosa, creando i limiti mentali emotivi, e fisici?

Continuano di vivere come schiavi dei nostri limiti mentali, delle nostre maschere, e in disequilibrio e sconnessione.

La Sadhana, la nostra pratica quotidiana spirituale, serve proprio ad uscire dalla gabbia della nostra identità, dai programmi famigliari, sociali, personali, “resettando” il nostro blueprint per risvegliarci pian piano nella verità.

Nella tradizione del Kundalini Yoga si dice che quando pratichiamo la nostra Sadhana:

  • per 40 giorni, rompiamo un’abitudine;
  • quando lo facciamo per 90 giorni, ne creano una nuova più elevata e positiva;
  • oltre i 120 giorni, confermiamo la nuova abitudine rendendola permanente;
  • oltre i 1000 giorni, diamo maestria alla pratica.

Se riesci prendere un impegno per almeno 40 giorni, puoi entrare nel processo di rinascimento personale, verso la tua evoluzione e crescita interiore.

Senza dubbi la Sadhana richiede sforzo, lavoro e coraggio.

Esiste un orario ben preciso in cui bisognerebbe meditare e fare yoga, sempre per il discorso dell’attivazione della ghiandola pineale: il mattino dalle 4 alle 7 del, oppure dalle 16 alle 19 del pomeriggio. Queste ore, secondo alcune tradizioni, sono definite le ore dell’Ambrosia.

Esiste una spiegazione “scientifica” dietro questa tradizione. Nelle due ore e mezza prima dell’alba, l’inclinazione del sole rispetto alla Terra è di 60°, e questo produce i massimi risultati meditativi. Inoltre il mondo è silenzioso, quieto, perciò il tuo campo magnetico non viene influenzato dalle azioni umane e dalle energie presenti durante il giorno.

Ma la verità è che, una volta superata la fatica di alzarsi e abbandonare il caldo comfort delle coperte (soprattutto in inverno), c’è una magia che non si può spiegare a parole… si può soltanto sperimentare.

Prima di cominciare la giornata, prima di fare qualunque cosa, respira, medita, assorbi nelle tue cellule il prana ed assapora il dolce gusto del Amri. La Sadhana del mattino è il nutrimento più prezioso sempre a tua disposizione.

 

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