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16 Ottobre 2019

LA MEDITAZIONE 

COSA E’ LA MEDITAZIONE?

LA GHIANDOLA PINEALE: GHIANDOLA MAGICA O SACRA

Come si medita? Come posso imparare a meditare?

Queste due sono senza dubbio le domande che ci vengono poste più spesso. Non è facile rispondere in poche parole e con facilità a questa richiesta perché sono necessari diversi anni per comprendere e padroneggiare la meditazione e le sue numerose tecniche.

Cosa c’è dietro il silenzio

Il silenzio per noi che siamo abituati a vivere in mezzo ai rumori e al costante movimento della nostra civiltà è un’esperienza difficile. La vita in se è un costante movimento, è una costante trasmutazione con frequenze di varie tipi e vibrazioni che, nella loro più profonda densità, si manifestano nella materia. Quindi tutto il nostro pianeta e l’universo sono in vibrazione.

Raggiungere uno spazio di totale immobilità porta una gioia incredibile; è quello che viene definito Brahman, cioè “l’esistenza, la coscienza e la beatitudine”.

“Non esiste nell’Universo tecnica più potente per attivare l’antenna insita in noi e ascoltare Dio.”

La ghiandola pineale è la nostra antenna.

Essa è una ghiandola endocrina del cervello, nota anche con il nome epifisi, fondamentale soprattutto per la produzione di melatonina.

Pur essendo molto piccola (ha la forma di pigna misurando appena un centimetro di lunghezza e mezzo centimetro di larghezza) è fondamentale per il benessere del nostro organismo dato che agisce sul ritmo circadiano, stabilendo dunque il periodo di veglia e quello del riposo necessario al nostro benessere.

Ma perché la pineale è considerata una ghiandola magica o sacra?

La ghiandola pineale corrisponde a quello che viene chiamato terzo occhio o sesto chakra la cui posizione è in mezzo alle sopracciglia. La conoscenza della ghiandola pineale e delle sue potenzialità metafisiche si hanno fin dai tempi remoti, già gli egizi ad esempio raffiguravano questa piccola parte del nostro corpo come un occhio (la sua forma assomiglia proprio a quella di un occhio se vista di lato).

Il terzo occhio avrebbe infatti la capacità di vedere cose che non “appaiono” agli altri due occhi, ovvero percepire frequenze del mondo spirituale ed essere in grado di migliorare la propria intuizione su se stessi e gli altri, soprattutto di notte attraverso i sogni quando la ghiandola pineale è più attiva e produce melatonina.

La ghiandola pineale produce inoltre la dimetiltriptamina (DMT), una sostanza psichedelica capace di produrre effetti molto particolari sulla nostra percezione delle cose dilatando lo spazio e il tempo. Tutto questo è possibile soprattutto durante la fase del sonno.

Atrofizzazione della ghiandola pineale

Se non si seguono buone abitudini e non si allena il terzo occhio, attraverso la meditazione, lo yoga o altre pratiche, si può arrivare gradualmente con l’età all’atrofizzazione della ghiandola pineale. Una condizione che in anzianità porta fisiologicamente a ridurre le ore di sonno o soffrire di insonnia mentre a livello spirituale si perdono quelle capacità che possiamo definire “extrasensoriali” di maggiore comprensione di se stessi, degli altri, del mondo che ci circonda e di tutto ciò che non possiamo vedere con gli occhi.

Sembra poi che il fluoruro sia una sostanza che si accumula frequentemente nella ghiandola pineale. Per questo c’è chi consiglia di eliminare questa sostanza dalla propria quotidianità il più possibile, evitando ad esempio dentifrici che lo contengono e scegliendo acqua a basso residuo fisso.

Ghiandola pineale e dispositivi elettronici

Come abbiamo detto, di notte la ghiandola pineale produce la melatonina, un ormone fondamentale nel regolare il ritmo sonno-veglia. Per favorire al meglio la sua produzione occorre il buio, anche una luce soffusa infatti va a rallentare la produzione di melatonina. È per questo che utilizzare la sera telefonini, tablet oppure guardare le televisione è altamente sconsigliato. Tutti questi dispositivi andrebbero spenti almeno 2 ore prima di andare a dormire.

Come attivare la ghiandola pineale

Praticare regolarmente yoga e meditazione è senza dubbio uno dei metodi più efficaci per attivare la ghiandola pineale. Alcune sequenze o asana o mantra sono pensati proprio per favorire il buon funzionamento e il risveglio di questa ghiandola.

Inoltre, dormire completamente al buio è il mezzo migliore per favorire il corretto funzionamento della ghiandola pineale che in queste condizioni riesce a produrre meglio la melatonina. Bisogna quindi evitare di lasciare accese anche piccole luci soffuse e, come già detto, spegnere tutti i dispositivi almeno due ore prima di andare a dormire.

Tanto quanto dormire al buio di notte è importante esporsi al sole di giorno. Questa buona abitudine favorisce la produzione vitamina D e di serotonina, ormone del buon umore, sostanza fondamentale anche per la pineale che necessita di serotonina per la produzione di melatonina.

Anche i metalli pesanti incidono sul benessere della ghiandola pineale e in generale su quello di tutto il nostro organismo. Un esempio è il mercurio, presente soprattutto nei pesci grassi. Fortunatamente esistono rimedi naturali per aiutare il corpo a disintossicarsi dai metalli pesanti come la spirulina, la clorella e la zeolite.


MEDITAZIONE E COBRA BREATHING CON MANTRA HONG SO

Hong-so significa “io sono Spirito”. ed è una tecnica meditativa classica insegnata nella tradizione di Kriya Yoga.

Sedetevi in una posizione confortevole: a terra con le gambe incrociate con una coperta e un cuscino di meditazione oppure semplicemente sedetevi su una sedia.

Tenete la schiena dritta, il collo in linea con la testa, il mento rivolto verso la gola, le spalle basse, lontano dalle orecchie, l’addome rilassato con il basso ventre leggermente in dentro ed in alto. Aprite bene il petto e il cuore e aprite la vostra mente all’Infinito. 

Chiudete gli occhi, e teneteli rivolti all’interno, nel punto tra le sopracciglia, in modo abbandonato e rilassato. iniziate a percepire il vostro respiro, lento e naturale, controllate il respiro, ascoltandolo e seguendo il suo percorso nell’ispiro ed espiro, dopo alcuni minuti ( 5-10 ) in base al vostro tempo, iniziate ad abbinare al respiro la parola Hong e la parola So.

Quindi, senza più controllare il respiro, iniziate a ripetere ad ogni inspiro naturale e spontaneo il mantra Hong quando l’aria entra, e il Mantra So quando l’aria esce. Non osservate il corpo che respira, ma il respiro stesso, fluido. Lasciate che sia e che accada naturalmente.

Mantenete lo sguardo sempre in alto, cercando di percepire quei pochi millesimi che ci sono tra l’inspiro e l’espiro, ma particolarmente tra l’espiro e l’inspiro, in quello stato di libertà e assenza del respiro. Percepite questi momenti di pura consapevolezza dove il respiro quasi si ferma spontaneamente donandoci uno stato di espansione di coscienza, pace profonda e libertà.

Se volete intensificare, aggiungete la visualizzazione di una corrente luminosa bianca che sale dal coccige al terzo occhio durante l’inspirazione Hong e fa il percorso inverso nell’espirazione So.

Continuate questa tecnica per al meno 5 minuti, e gradualmente aumentate a 10, 15, 20 minuti, fino a quanto volete.

Al termine della pratica cercate di finire sempre con una preghiera di ringraziamento; un Sankalpa o proposito (ossia: una preghiera di guarigione per una persona o più persone che abbia – o abbiano – bisogno, nel momento attuale, di una situazione, o un progetto costruttivo e positivo).

Cantate infine  3 volte il Mantra OM , lungamente e a voce alta, rimanendo seduti, portando aprendo le mani al cuore, emanando dai palmi delle mani energia di pace, di guarigione e di amore.

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