BARBARA PASTORE

Insegnante

Sportiva da sempre, nel 2005 mi avvicino allo Yoga a causa di problemi alla schiena; le tante ore trascorse sul campo da tennis, mi procurano un’ernia del disco che mi provoca forti dolori e che limita la mia libertà di movimento. Lo Yoga è certamente una disciplina tanto diversa dalle attività sportive che ho sempre svolto, e con molta fatica inizio a partecipare alle lezioni che ci sono nella palestra che frequento in quel periodo.
Dopo il primo anno in cui fatico ad appassionarmi, conosco Nicoletta e Renato Turla  (Associazione Jyotim) con i quali seguo con costanza e dedizione i corsi di Hatha e Iyengar Yoga, e capisco che dietro questa disciplina così diversa dagli sport che tanto amo, c’è qualcosa di profondo che col tempo mi cattura sempre di più.

Nel 2011 conosco l’Ashtanga Yoga ed è subito grande passione. Identifico Kristina Karitinou Ireland come mia maestra, la seguo assiduamente sia in Grecia, dove vive, che in Europa dove si sposta per tenere i suoi seminari, e con lei faccio due Corsi di formazione per insegnanti a Creta.
Nel 2017 conosco Elena De Martin e inizio a frequentare La Yoga Shala di Milano. Al tempo vivevo a Brescia e lavoravo come Area Manager per una multinazionale nel settore medico chirurgico, gestendo le regioni del nord Italia. Partivo quasi ogni mattina prima dell’alba da Brescia per poter praticare in shala da Elena prima di iniziare i miei spostamenti di lavoro.
Nel 2018 mi trasferisco a Milano e nel 2021-22  inizio un Teacher Training Course con Elena De Martin che prosegue anche nel 2023.
Grazie all’Ashtanga ho la fortuna di viaggiare e conoscere bellissime persone e grandi maestri grazie ai quali posso arricchire la mia esperienza di preziosi consigli e portarmi dentro indimenticabili emozioni.
Nel mio percorso fino a oggi ho avuto la fortuna di seguire: Sharath Jois, Gabriella Pascoli, Eddie Stern, Laruga Glaser, Mark and Joanne D’Arby, Gabriele Severini, Susanna Finocchi, Peter Sanson, Manju Jois, Lino Miele.

Amo l’Ashtanga Yoga perché insegna la disciplina e la rigorosità ma anche la pazienza e il non attaccamento. È un viaggio con se stessi e per se stessi. Così come nella vita, durante la pratica emergono difficoltà da superare, emozioni da elaborare e imparare a gestire. Mi piace vedere il tappetino come una metafora della vita, quello che siamo sul mat lo riportiamo fuori, per cui il lavoro sul tappetino è una preparazione alla vita: sul mat si superano le paure, si lasciano andare le emozioni, ci si carica di energia e allo stesso tempo si trovano la calma interiore e la centratura.
Insegnare per me significa trasferire questa grande passione che mi porto dentro e che ha cambiato la mia vita, vedere la gioia negli occhi degli studenti durante e dopo la pratica, condividere con loro la mia esperienza e avere uno scambio reciproco di emozioni e voglia di crescere insieme; per me insegnare è crescere insieme, insegnare è un lavoro reciproco, è un continuo dare e avere, e l’amore in quello che fai che si concretizza nell’altro.
Ringrazio la vita e tutti i maestri che mi hanno portato su questa strada meravigliosa.

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